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Martedì 19 Settembre 2017, 19:15
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13 Marzo 2009 - Interviste - Compositori Versione stampabile
Intervista a Jacob De Haan
In occasione dei suoi primi 50 anni, che compirą il 28 marzo, parliamo col noto compositore olandese della sua musica, una delle pił eseguite in tutta Europa

Intervista a Jacob De Haan

N.B.: alcuni dei titoli dei brani del M° Jacob De Haan, presenti in questa intervista, sono "cliccabili" e permettono di visualizzare dei video su YouTube o il download diretto di alcuni file audio dal suo sito personale.

Maestro Jacob de Haan, benvenuto su Mondobande.it. Uno dei maggiori compositori Europei, direttore ospite in numerosi ensembles in tutto il mondo. Può parlarci della sua evoluzione musicale, del suo percorso, e perché ha scelto la banda come “media” principale?
Sono cresciuto in un ambiente pieno di musica. Mio padre era costruttore di strumenti, e trombonista, mio nonno era direttore di cori e bande, e mio fratello più grande Jan è anche lui compositore di musica bandistica. Fin dall’inizio dei miei studi di pianoforte, ero molto interessato all’improvvisazione e alla composizione; questo talento, combinato con il questo background bandistico famigliare, è stato determinante per iniziare la carriera di compositore.

Il suo linguaggio musicale è chiaramente definito, e facilmente riconoscibile. Quale è stata l’ispirazione per arrivare a questo tipo di linguaggio, così immediato da ascoltare, ma sempre fresco e non prevedibile?
La mia musica è basata sull’emozione. Cerco di raggiungere questo obiettivo utilizzando melodie liriche e interessanti combinazioni di accordi. L’ispirazione mi viene dai compositori d’opera come Puccini, Verdi e Wagner, da Mozart e Bach, dai compositori specializzati nel cinema come Morricone, o di Musical come Andrew Lloyd Webber. Ho costruito il mio stile a partire da tutte queste influenze.

Qual'è la sua idea riguardo le Bande Italiane?
Non ho una idea precisa sul sistema bandistico italiano. Quello che ho avuto modo di vedere in Italia è una grande varietà di bande, alcune ancora legate alla tradizione, ma altre sempre più numerose che utilizzano la formazione standard internazionale e che eseguono opere provenienti da tutto il mondo. È un vero piacere per me sapere che le bande italiane eseguono tantissimi dei miei lavori da molto tempo.

Quali sono i suoi contatti con l’Italia?
Tengo regolarmente dei workshops in Italia, per compositori e direttori, dirigo concerti come direttore ospite e sono talvolta invitato come giurato nei concorsi. Ho tenuto dei workshops insieme al mio collega italiano Lorenzo Della Fonte. Ora sto imparando la lingua italiana, e mi aspetto di tenere presto questi seminari in Italiano, anche se non è una lingua facile per me.

Quali sono i suoi contatti con il mondo editoriale?
Tutti i miei lavori sono stati pubblicati dalla De Haske/Hal Leonard. Sono molto soddisfatto di come lavora questa casa editrice, perché mette molta energia nella distribuzione della mia musica alle bande di tutto il mondo. 25 anni fa il mio primo pezzo fu pubblicato quando la De Haske iniziò con pochissimi compositori; mio fratello Jan è stato il fondatore della De Haske.

Lei è uno dei compositori che pubblica la maggior quantità di lavori. Dove trova questa grande quantità di idee?
Molti pensano che io pubblichi la maggior quantità di lavori, ma non è vero. In realtà non scrivo così tante composizioni ogni anno. Probabilmente questa sensazione nella gente è dovuta al fatto che i miei pezzi vengono molto spesso eseguiti dalle bande.

Quanti nuovi pezzi scrive ogni anno? E a quanti brani ammonta il suo catalogo in 25 anni?
Mediamente scrivo 5 nuovi pezzi ogni anno, di cui 2 o 3 brani da concerto. E molti progetti, come ad esempio musica per il Teatro e brani per cantanti solisti e banda. Nel mio catalogo, in 25 anni, ci sono circa 100 brani originali. Potete trovarli tutti sul mio sito web www.jacobdehaan.com.

E' a conoscenza del fatto che, in Italia, Lei è uno dei più importanti compositori che hanno contribuito al rinnovamento del repertorio e alla diffusione del repertorio originale, insieme a Henk van Lijnschooten?
Henk van Lijnschooten è stato un carissimo collega, e ho imparato moltissimo da lui. Il fatto che la mia musica sia così importante per le bande italiane, mi fa molto piacere.

L’Italia ha imparato il repertorio originale con “Free World Fantasy”, “Oregon” e “La Storia”. Questi brani sono, ancora oggi, i più eseguiti della sua produzione in Italia. Che ne pensa?
Oregon è il mio brano più eseguito in Europa, seguito da Queen’s Park Melody, Free World Fantasy e La Storia, ma non dimentichiamo Concerto d’amore e Ross Roy. Negli Stati Uniti invece il mio brano più eseguito è Ammerland, un brano ispirato dalla musica di Donizetti. Ci sono comunque molti altre nuove composizioni non così conosciute, ma che hanno la stessa qualità e gli stessi tratti lirici. Per esempio un brano come The Musical Village, che ha influenze provenienti dai compositori italiani di musica per il cinema, come Nino Rota e Ennio Morricone.
Il mercato è talmente vasto e ricco di musica, che è difficile per direttori e bande mantenersi informati su tutto quello che viene pubblicato, anche nel mio catalogo. Per chi volesse essere maggiormente informato sui miei brani, basta visitare il sito www.jacobdehaan.com, dove è anche possibile ascoltare esempi audio di tutti i miei pezzi.

Quale è il suo preferito? O quale dei suoi lavori sente come il più importante per lei?
Molto speciale, per me, è The Book of Urizen, un brano di 25minuti per Symphonic Band, soprano e narratore su testo inglese del poeta William Blake. Poi sicuramente i miei brani più eseguiti, che ho elencato sopra. E anche alcuni interessanti brani nuovi, per bande di grado 3 come The Fields e Border Zone.

Ci fa un bilancio di questi “primi 50 anni”?
È stato un continuo processo di apprendimento e di sviluppo di tutto quanto fa parte della mia vita, incluse le mie attitudini compositive. E spero che continui, perché mi piace questa sensazione di sviluppo. La composizione deve rimanere entusiasmante, per me, sempre alla ricerca di nuove influenze, ispirazioni e forme compositive.

Dove sta andando il “Linguaggio De-Haan”?
Fondamentalmente è lo stesso di 25 anni fa, nel senso che cerco di combinare emozioni ed espressività drammatica in brani entusiasmanti di qualità poetica e lirica. Le mie ultime composizioni sono più ricche e più interessanti sotto vari punti di vista. Non nel potere lirico delle melodie (perché non posso superarmi in questo, dopo brani come ad esempio La Storia) ma da un punto di vista generale. Brani come Legend of a Mountain, Kraftwerk, The Fields, The Saint and the City e Border Zone ne sono un chiaro esempio.
D’altro lato continuo a portare avanti la composizione di brani più semplici e lirici, che colpiscono per le belle melodie e armonie. Pezzi come Yellow mountains e Ammerland. E il mio brano più recente, intitolato Monterosi, e dedicato alla Accademia Musicale Francigena di Monterosi, nel Lazio. Il 13 giugno dirigerò questo brano in concerto nel contesto del Concorso Bandistico "Tommaso Albani", dove sarò in giuria per il terzo anno consecutivo.

Cosa ci dice del suo interesse verso la musica sacra negli ultimi anni?
Veramente sono sempre stato interessato alla musica sacra, anche perché ho studiato organo da chiesa al Conservatorio. Negli ultimi anni alcune interessanti commissioni, tra le altre quella della Città di Norcia per la quale ho scritto la cantata Cantica de Sancto Benedicto per soprano solo, coro e banda. La prima esecuzione è stata durante le festività Benedettine nella Basilica di Norcia. Dopo questa, ho composto 2 messe per coro e banda: Missa Brevis e Missa Katharina. Entrambe possono essere eseguite anche da un ensemble piccolo, se non c’è a disposizione un coro sufficientemente numeroso.

Come direttore ospite ed esperto, Lei viaggia in tutto il mondo. Qual è, secondo Lei, lo stato dell’evoluzione bandistica nelle differenti aree geografiche?
Dipende da quale nazione. In Cina per esempio, c’è un forte aumento nel numero delle bande e nella musica bandistica, ma ci sono anche paesi (come l’Olanda e forse anche l’Italia?) dove sta diventando sempre più difficile interessare alla banda i ragazzini. In Italia si vede uno sviluppo dai programmi e dal modo di suonare "tradizionali", verso una visione più internazionale della musica bandistica.

Grazie, Maestro, per la sua intervista su Mondobande.it. Un augurio di buon compleanno da parte mia e della Redazione, e buona fortuna per i prossimi 50 e più anni musicali.
Molte grazie, speriamo che io possa continuare a scrivere musica che faccia felici le bande italiane e il loro pubblico.


Maestro Jacob de Haan, welcome to Mondobande.it. One of the biggest band composers in Europe, guest conductor in many ensembles all over the world. Can you tell us about your musical evolution, and why you have chosen the Band as principal ensemble?
I grew up in a musical environment. My father was an instrument maker and a trombonist, my grandfather was a conductor of choirs and bands and my elder brother Jan is composer of music for banda too. I was from the beginning of my piano studies interested in improvising and composing. This talent combined with this banda background were determined to start a composing career.

Your musical language is clearly defined, easy recognizable. What inspired you to this kind of language, so quite easy to listen, but not so predictable?
My musical language is based on emotion. I try to achieve this by using lyrical melodies and interesting chord combinations. My inspiration comes from opera composers like Puccini, Verdi and Wagner, from Mozart and Bach, from film composers like Morricone and musical composers like Lloyd Webber. From all those influences I have developed my own style.

What is your idea about the Italian Band System?
I don’t have a decisive meaning about the Band System. What I see is that there is a great variety of bands in Italy, partly still traditional but more and more playing in an international setting who play compositions from all over the world. It is a great pleasure that Italian bands play a lot of my works since a lot of time is a pleasure for me.

What are your contacts with Italy?
I do workshops in Italy for conductors and composers, conduct concerts as a guest conductor and work sometimes as a jury for the Italian contests. I did some workshops together with my colleague Lorenzo della Fonte. Now I am learning the Italian language so I’ll expect to do this work soon by speaking Italian, however it isn’t an easy language for me.

What are your connections with the publisher’s world?
All my compositions have been published by De Haske/Hal Leonard. I am very satisfied about this publisher because they put a lot of energy in distributing my music in the entire world of bands. 25 years ago my first pieces were publishes when De Haske started with just a few composers. My brother Jan was the original founder of De Haske.

You are one of the European composers who publish the largest number of works. Where do you find this large quantity of Ideas?
Many people think that I publish the largest number of works, but that is not true. Actually I don’t compose so many compositions a year. That people have this impression is due to the fact that many pieces have been performed several times by the bands.

How many works you compose every year? And how many works in your catalogue in 25 years?
In average 5 pieces a year of which 2 or 3 concert pieces. And a lot of projects like music for theatre and pieces for singer and band. In my catologue are in 25 years about 100 original pieces. You find them on my website www.jacobdehaan.com.

Are you aware that, in Italy, you are one of the most important composers who deeply renewed the original repertory while contributing to making it known with Henk van Lijnschooten?
Henk van Lijnschoten was a dear colleague and I learned a lot of him. That my music is so important for the Italian bands makes me very happy.

Italy learned the original band repertory with “Free World Fantasy”, “Oregon” and “La Storia”. Those works are, even now, your most played in Italy. What do you think about that?
Indeed, Oregon is my most performed piece ever in Europe, before Queen’s Parc Melody, Free World Fantasy, La Storia and don’t forget Concerto d’Amore and Ross Roy. In America my piece Ammerland is the most performed piece. That is a sound piece inspirired by Donizetti. Still there are a lot of other, newer compositions that are not so known, however they have the same quality and lyrical characters. For instance a piece like The Musical Village, which has influences from Italian movie composers like Nino Rota and Ennio Morricone. Because there is a lot more music on the market it is more hard for conductors and bands to keep the overview, also about my pieces. If they would like to keep on informed by my piece, just visit www.jacobdehaan.com where people can also listen to excerpts of all my pieces.

What is your favourite one? Or what of your works you feel as the more important for you?
Very special for me is The Book of Urizen, a piece of 25 minutes for symphonic band, soprano and narrater on English texts of the poet William Blake. Then of course my most performed pieces I mentioned before. And also some interesting more recent pieces for grade 3 bands like The Fields and Border Zone

How would you outline your first fifty years?
As a continuing learning process, developing everything you can in life including my composing skills. And I hope this is going on, because I like that feeling of developing. Composing has to remain exciting for me, looking every time for new influences and inspirations and composition forms.

Where is “De Haan’s Language” going now?
In basic it is the same as 25 years ago, meaning that I try to combine emotion and dramatic expressiveness in exciting compositions with lyrical quality. Still my last compositions are richer and more interesting in various points of view. Not in the lyrical power of the melodies (because I couldn’t improve myself in that after for instance La Storia) but in general point of view. Compositions like Legend of a Mountain, Kraftwerk, The Fields, The Saint and the City and Border Zone are examples of this. On the other hand I keep on going to compose simple lyrical pieces that impress from the wonderful melodies and chords. Compositions like Yellow Mountains and Ammerland. And my most recent published piece called Monterosi, dedicated to the Accademia Musicale Francigena in Monterosi (Lazio). On june 13th I will conduct this piece at a concert during the band contest, the "Tommaso Albani", where I will be in the jury for the 3rd year.

How about your interest on sacred music in recent years?
Actually I was always interested in sacred music, also because I studied church organ on the conservatiorium. Last years I had some interesting commissions, among others from the city of Norcia for whom I composed the cantata Cantica de Sancto Benedicto for soprano solo, choir and banda. The first performance was during the Benedictine festivities in the Basilica in Norcia. Next to this I composed 2 masses for choir and band: Missa Brevis and Missa Katharina. Both pieces can also be played by just a small ensemble of the band if you haven’t got a big choir to sing.

As Guest Conductor and Clinician, you travel all over the world. What is in your idea, the Bands’ evolution status in different geographic areas?
It’s depending in what country. In China for instance there is an increase of bands and band music, but there are also countries (like the Netherlands and maybe Italy?) where it is becoming more and more difficult to interest young children for band music. In Italy you see a development from just traditional way of playing and programs to a more universal way regarding band music world wide.

Thank you, maestro, for your interview on Mondobande.it. and we wish you a Happy Birthday, and good luck for your next more-than-50 musical years.
Thank you very much, let’s hope I can go on composing music that makes the Italian bands and audience happy.



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